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Un incanto tra le falesie e il mare: serata poetica sul Monte San Bartolo

today5 Settembre 2026 69

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di Marco Pareti

 

Nel suggestivo scenario del Monte San Bartolo, abbracciato dalle sue imponenti falesie e accarezzato dalla brezza marina, si è svolta una serata di reading poetico che ha lasciato il segno nel cuore di tutti i presenti. Un luogo di rara bellezza, dove la natura si fonde con l’arte e la poesia, creando un’atmosfera magica e intima.

 

L’evento, organizzato con cura da Angela Finelli e Sandra Vignoli, ha avuto come cornice il Camping Paradiso di Casteldimezzo (PU), un punto di vista privilegiato sul mare e sulla natura circostante. La serata è stata condotta da Marco Pareti, giornalista, che ha guidato il pubblico attraverso le emozioni e le parole dei due poeti ospiti: Cristiano D’Orazio e Sergio Ghelfi.

 

Apre le danze una serie di rime dedicate alla serata, composte da Loredana Stanchini, che hanno preparato il cuore degli astanti, alla riflessione e alla contemplazione. Poi, i versi si sono fatti narratori di vite, di emozioni, di stagioni e di luoghi, portando il pubblico in un viaggio attraverso le esperienze personali dei poeti.

 

Cristiano D’Orazio, nato ad Ancona nel 1973, è un poeta e artista con una formazione in Discipline d’Arte, Musica e Spettacolo. I suoi scritti, tra cui le raccolte “Io, la Vita, il Mondo, la Morte” (1994), “Labirinti” (2023) e “Canti strofe intervalli” (2026), esplorano le profondità dell’animo umano e il senso del vivere attraverso versi ricchi di introspezione. Oltre alla sua attività poetica, D’Orazio è istruttore di yoga e presidente del Premio Letterario Agartha, un’iniziativa culturale che mira a promuovere la poesia e la letteratura come strumenti di crescita e consapevolezza.

 

Durante la serata, D’Orazio ha presentato la silloge “Labirinti”, leggendo alcune poesie tratte dall’opera. “Labirinti, edito da Bertoni, contiene poesie che ho scritto negli anni della mia giovinezza, precisamente tra i 20 e i 30 anni,” ha spiegato. “È il frutto e il risultato di una ricerca interiore ed esistenziale, che partendo dagli avvenimenti e dalle esperienze della vita quotidiana, tenta di esprimere ciò che dentro di me sembra vivere al di là del tempo.” La raccolta, composta da sette capitoli intitolati ai sette colori dell’arcobaleno, si sviluppa come un viaggio attraverso domande, labirinti del cuore e della mente, guardando all’infinito e al divino che si manifesta nel mondo, nella natura e in ognuno di noi. “La luce,” ha aggiunto D’Orazio, “è l’unione dei sette colori che caratterizzano le molteplici sfumature delle nostre diversità e delle esperienze che la vita ci pone davanti. È una luce fisica, mentale e spirituale, che dobbiamo imparare a conoscere e utilizzare per orientarci nei labirinti dell’esistenza.”

 

Sergio Ghelfi, nato a San Giovanni in Persiceto nel 1948, è un insegnante di chimica in pensione, scrittore di poesie e racconti pubblicati da Historica. Con i suoi versi, Ghelfi ha dipinto uno scorcio di vita quotidiana, osservando il mondo che lo circonda durante i suoi viaggi di lavoro e in treno e autobus, specialmente nelle fredde giornate d’inverno. La sua poesia è un racconto istintivo e sensibile, capace di catturare sentimenti, sensazioni e la naturale bellezza delle stagioni, portando il pubblico a riflettere sulla poesia come strumento di osservazione e memoria.

 

Al termine della serata, Sergio Ghelfi ha commentato così l’esperienza: “È stato emozionante condividere queste parole in un luogo così ricco di energia e bellezza. La poesia qui si sente nel vento, tra le rocce e il mare, e ci ricorda quanto siano profonde le radici della nostra umanità.” 

 

L’incontro ha rappresentato un momento di autentica condivisione, in cui la poesia ha saputo unire le persone, suscitando emozioni profonde e stimolando riflessioni sulla vita, sulla natura e sul nostro cammino interiore. Il pubblico, attento e partecipativo, ha confermato come la poesia, anche nelle sue forme più semplici, possa parlare alle anime e creare un ponte tra le esperienze di ciascuno.

 

Un plauso va agli organizzatori e ai poeti, che hanno saputo trasformare un evento in un dono di parole e di emozioni, in un luogo così suggestivo come il Monte San Bartolo. Un ricordo che resterà vivo, come le onde che si infrangono sulle rocce e i versi che echeggiano tra le vallate e i sentieri di questo incantevole angolo di Marche.

 

In conclusione, questa serata ci invita a riflettere su quanto la poesia possa essere un abbraccio tra le persone e un riflesso delle nostre anime, un modo per raccontare il mondo e le nostre storie, tra le falesie e il mare, tra i boschi e i panorami, tra i silenzi e le parole.

La serata si è rivelata una dolce carezza per i cuori della bella gente.

Scritto da: rtnradio.it

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