Orvieto, ecco le “interviste impossibili” a Perugino e Signorelli

Di Redazione 13/12/2023

Giovedì 14, alla Sala dei Quattrocento, la presentazione del docufilm sui due artisti, prodotto dal Gal Trasimeno-Orvietano e con Osvaldo Bevilacqua ideatore e interprete

Celebrati un po’ ovunque e con varie iniziative in un 2023 che ha rappresentato il 500esimo anniversario della loro morte, a Pietro Vannucci e Luca Signorelli mancava soltanto l’ultima luce della ribalta: una bella ed approfondita intervista. Ci ha pensato il Gal Trasimeno-Orvietano a produrre un docufilm in cui il notissimo volto televisivo Osvaldo Bevilacqua ricopre il duplice ruolo di ideatore e protagonista delle “interviste impossibili” ai due artisti, pronti a rispondere alle domande grazie alla teatralità e alla bravura rispettivamente di Giorgio Gobbi (Il “Perugino”), l’indimenticabile Ricciotto de “Il Marchese del Grillo”; e Pino Ammendola, figura assai apprezzata del cinema e della televisione (il Signorelli).

La docufiction, dal titolo “Luca Signorelli e Perugino – Immagini divine” e realizzata dalla Flypix di Roma, verrà presentata giovedì 14 dicembre, con inizio alle ore 17 (ingresso alla proiezione gratuito), in un’anteprima molto attesa alla Sala dei Quattrocento del Palazzo del Popolo ad Orvieto. “Il film racconta la vita di questi due grandi personaggi e i luoghi in cui l’hanno vissuta, questa terra di confine tra Umbria e Toscana, nella quale hanno lasciato innumerevoli capolavori della loro esperienza artistica”, spiega Francesca Caproni, Direttore del Gal Trasimeno-Orvietano che ha fortemente voluto l’opera. “L’idea e la complicità di Osvaldo Bevilacqua, che ha esperienza e cultura da vendere – prosegue Caproni – sono risultate determinanti per realizzare un prodotto che non solo celebra i due grandi Maestri del Rinascimento Italiano, ma rappresenta anche un progetto importante per fare conoscere il nostro territorio al più vasto pubblico nazionale ed internazionale, tanto che già pensiamo ad una traduzione in lingua inglese e a farlo veicolare sui principali mass media italiani, europei e non solo”.

Al resto ci ha pensato il regista Rosario Montesanti, che ha saputo sapientemente miscelare le domande incalzanti di Bevilacqua e le capacità interpretative di Gobbi e Ammendola, con le immagini riprese nei mesi scorsi a Orvieto (e in particolare in Duomo, in Piazza Duomo, in via Maitani e nel chiostro di Palazzo Petrangeli) e a Città della Pieve (a Palazzo della Corgna e a Palazzo Fargna), coinvolgendo anche i figuranti del Corteo Storico di Orvieto, del Corteo delle Dame “Nicoletta de Angelis” e quelli dell’Ente Palio di Città della Pieve.

L’evento chiude dunque in bellezza l’anno dei due anniversari nel quale il Gal Trasimeno-Orvietano, con Gionni Moscetti confermato alla guida del rinnovato consiglio direttivo, ha coordinato e promosso tutte le iniziative che si sono svolte nelle due regioni, sia come coordinatore del protocollo d’intesa con i Comuni di Città della Pieve, Cortona, Orvieto e Todi, sia come capofila del progetto di cooperazione dei Gal umbri. “E’ stato un anno ricco di eventi, tutti sold out, – chiosa proprio Moscetti – che hanno garantito un’ampia offerta culturale sia ai grandi che ai più piccoli. E in cui le numerose mostre, le nuove scoperte, i prodotti editoriali, gli studi e i convegni hanno arricchito la conoscenza di un Rinascimento ricco di testimonianze non solo nei centri più importanti, ma anche nei piccoli borghi, in quell’Italia minore che poi tanto minore non è”. Per la giornata di giovedì 14 dicembre sono stati invitati rappresentanti delle Regioni Umbria e Toscana a partire dai loro Presidenti, i quattro Comuni del protocollo d’intesa, gli autori con in testa Osvaldo Bevilacqua ed il regista Rosario Montesanti, ma saranno presenti anche gli attori e i rappresentanti dei due cortei storici di Orvieto e Città della Pieve che sono stati una cornice affascinante e perfetta della parte storica del film. Un contesto e una ribalta ideali per una presentazione del docufilm che non poteva non essere organizzata ad Orvieto dove il Signorelli ha lasciato la magnifica opera della Cappella di San Brizio, seconda solo alla Cappella Sistina.