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(Adnkronos) –
La leader dell'opposizione venezuelana e premio Nobel per la Pace, Maria Corina Machado, ha annunciato di essere tornata in Venezuela dopo quasi un anno di esilio. "Sono qui. Con voi", ha scritto in spagnolo su X. Il suo alleato, l'ex candidato presidenziale Edmundo Gonzalez Urrutia, ha rilanciato il messaggio confermando il rientro: "Venezuela! Sono entusiasta di annunciarvi che la nostra leader, la mia cara Maria Corina, è sul suolo venezuelano". Machado viveva in esilio dal dicembre dello scorso anno, dopo aver lasciato il Venezuela per recarsi a Oslo a ritirare il Premio Nobel per la Pace 2025. Nicolas Maduro, catturato il 3 gennaio dagli Stati Uniti e ora detenuto al Metropolitan Detention Center di Brooklyn, la definiva ''una nazista criminale''. Machado aveva già tentato di tornare in Venezuela nei mesi scorsi, a giugno e a settembre via mare o via aerea, ma le era stato impedito. In Venezuela è accusata di tradimento, terrorismo, cospirazione e omicidio. Prima degli ostacoli al suo rientro, dall'aprile del 2014 le era stato proibito lasciare il Paese e viveva in clandestinità dalla vittoria di Maduro alle presidenziali. Nel 2015, le era stato impedito di ricandidarsi alle elezioni legislative e nel 2024 a quelle presidenziali, anche se aveva vinto le primarie dell'opposizione con il 90 per cento dei tre milioni di voti totali. Ha poi sostenuto il candidato Edmundo Gonzalez Urrutia, costretto all'esilio. Coordinatrice nazionale di 'Vente' il partito della libertà che ha cofondato nel 2013, è stata deputata all'Assemblea nazionale, eletta con il maggior numero di voti alle elezioni per la legislatura del 2010-2015. Era stata espulsa dall'Assemblea nazionale dal presidente della Camera Diosdato Cabello dopo essere intervenuta nel marzo del 2014 al Consiglio permanente dell'Organizzazione degli Stati americani per denunciare le violazioni dei diritti umani del regime di Maduro. Nel 2017 ha fondato, insieme ad Antonio Ledezma e Diego Arria, sostenuti da un Consiglio nazionale, la piattaforma "SoyVenezuela", alleanza a cui hanno aderito molti settori della società impegnati per riportare il Paese alla democrazia. Machado, che è nata a Caracas nel 1967, si è laureata in Ingegneria industriale all'universidad Católica Andrés Bello e si è specializzata in finanza all'Instituto de Estudios Superiores de la Administracion. Ha cominciato a dedicarsi alla politica nel 2002, quando ha fondato l'ong Sumate (Unisciti a noi) per il monitoraggio delle elezioni e dei diritti umani. Fu accusata di tradimento, poiché Sumate riceveva fondi dagli Stati Uniti, e ricevette minacce di morte. E' stata insignita del Premio Nobel per la pace lo scorso anno, nel 2024 del Premio Sakharov e ancora prima del Premio Magnitsky. E' stata soprannominata la “libertadora”, in omaggio al “libertador” Simon Bolivar, ed è stata interdetta dai pubblici uffici per 15 anni per avere sostenuto l'idea di sanzioni internazionali contro il Venezuela. Machado ha costantemente promesso il “cambiamento” in Venezuela, governato dal 1999 dalla dottrina chavista dell'ex presidente Hugo Chavez (1999-2013), prorogata dal suo erede Nicolas Maduro. Liberale, sostiene l'economia di mercato e ha proposto la privatizzazione del gigante petrolifero statale Petroleos de Venezuela (Pdvsa), la principale fonte di reddito del Paese, la cui produzione è crollata a causa della cattiva gestione e della corruzione. “Libereremo il nostro Paese e riporteremo a casa i nostri figli”, ha detto, riferendosi ai 7 milioni di venezuelani che, secondo le Nazioni Unite, hanno lasciato il Paese in preda a una crisi economica interminabile. La realtà della diaspora la riguarda direttamente: i suoi tre figli – Ana Corina, Henrique e Ricardo – vivono all'estero.
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Scritto da: adnkronos
today4 Novembre 2024 1998 2
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