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Iran, Pezeshkian: “Per Trump siamo terroristi? Noi vittime di terrorismo”. La delegazione Usa lascia l’aula

today23 Settembre 2026

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(Adnkronos) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump "ci ha descritto come terroristi. Ma siamo le vittime del terrorismo".Così il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, dal podio delle Nazioni Unite, ricordando all'inizio del suo intervento l'uccisione della Guida Suprema, Ali Khamenei, e la scuola Shajareh Tayyiba a Minab, nel sud dell'Iran, colpita in un attacco che – secondo dati iraniani – ha provocato la morte di almeno 156 persone, compresi 120 alunni, nel contesto delle operazioni che lo scorso 28 febbraio Usa e Israele avviarono contro l'Iran.  "Per difendere il nostro Paese non chiediamo il permesso o l'autorizzazione di nessuno", ha poi aggiunto, continuando: "L'Iran deve essere forte per evitare di essere minacciato, per evitare il suo futuro venga minacciato. Non vogliamo usare la nostra forza per l'egemonia e non cerchiamo la nostra sicurezza nell'insicurezza di altri", ha proseguito, parlando di "energia per il progresso" e di volontà di "collaborare per la sicurezza". "Viviamo in una regione in cui il conflitto non conosce confini. Una crisi in un territorio si diffonderà nei Paesi vicini. Per questo l'Iran non vede i suoi vicini come avversari sulla sicurezza, vogliamo vicini forti", ha continuato insistendo sulla "cooperazione" per la "sicurezza". "Per il nostro Paese la tecnologia nucleare pacifica è parte del nostro progresso", continua, parlando di applicazioni nei settori di energia, sanità e agricoltura. "Non chiniamo la testa e non rinunciamo a un diritto che è chiaramente un nostro diritto – ha proseguito – Diciamo chiaramente, niente armi nucleari, niente limiti a tecnologia nucleare pacifica". Per il leader iraniano "la resistenza degli iraniani sarà solo rafforzata di fronte a sanzioni, pressing intensificato e bullismo intensificato. L'Iran non ha mai avviato una guerra e ha sempre dimostrato il suo impegno per i negoziati – ha incalzato – Hanno imposto la guerra su di noi. Abbiamo dimostrato che non abbiamo paura di combattere, se è guerra di natura difensiva". 
"Il tema" è la "fiducia reciproca" a cui "non si arriva solo con le parole, ma astenendosi dai doppi standard" e "bombe atomiche e nucleari sono nelle mani del regime israeliano, ma agli ispettori si chiede di venire in Iran", ha continuato, sottolineando: "Israele ha ucciso oltre 70.000 innocenti a Gaza, ma l'Iran mentre era al tavolo dei negoziati è stato bombardato. Israele ha le bombe, ha armi di distruzione di massa". "L'arma nucleare è in Israele, ma le ispezioni sono in Iran – ha incalzato – Israele uccide ma l'Iran è sottoposto a sanzioni". 
Sul fronte Hormuz, "non possiamo permettere che alcuni abbiano libero accesso a un corso d'acqua e ne traggano vantaggio, mentre al contempo usano quello stesso corso d'acqua per imporci la loro aggressione, l'insicurezza, per impedirci l'accesso ai nostri stessi corsi d'acqua".  La delegazione americana alle Nazioni Unite ha lasciato l'aula dopo che il presidente iraniano Pezeshkian ha iniziato il suo discorso accusando gli Stati Uniti di aver commesso atti di terrorismo contro l'Iran.  "Come ha detto lui, il presidente Trump è aperto a un accordo, è aperto ancora in questo momento a fare un accordo con l'Iran che permetta di essere quello che dovrebbe essere un Paese prospero", ha detto Marco Rubio in una conferenza stampa al Palazzo di Vetro, sottolineando che la questione centrale è che "l'Iran non può avere un'arma nucleare". "Comprendiamo che Hormuz è un problema", ha aggiunto il segretario di Stato americano, che ha affermato che comunque grazie "agli sforzi dei militari Usa che stanno difendendo le navi e rimuovendo le mine" ogni giorno aumenta il numero delle navi e dei "barili" di petrolio che passando attraverso la parte dello stretto di cui si garantisce l'apertura, Riguardo all'incontro di ieri tra americani e iraniani a margine dei lavori dell'Assemblea Generale, Rubio ha confermato che "sono stati anche con i mediatori coinvolti nel processo", ma ha ripetuto di non volerli "caratterizzare in una direzione o un'altra". "Se ci sarà un accordo con l'Iran non sarà con una conferenza stampa, coinvolge un sacco di duro lavoro, tempo e utilizzo mediatori", ha concluso sottolineando che la questione del no all'arma atomica "noi la mettiamo in chiaro in ogni interazione che abbiamo con loro".  Il presidente iraniano potrebbe tuttavia incontrare Donald Trump a margine dell'Assemblea Onu. Ne è convinto il parlamentare iraniano Ahmad Bakhshayesh Ardestani. "Penso l'incontro tra i due presidenti ci sarà", ha detto in un'intervista pubblicata oggi dal sito di notizie Didban. Colloqui di diverse ore tra rappresentanti di Usa e Iran, con la mediazione del Qatar, si sono già tenuti ieri a New York. Trump ha parlato di un "incontro molto produttivo" che ha visto coinvolti Steve Witkoff e Jared Kushner con interlocutori iraniani. A rappresentare Teheran c'era, secondo i media iraniani, il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi.  
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scritto da: adnkronos

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