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Sabato 21 febbraio 2026, dalle ore 9,00 alle ore 14,00, la Fondazione Don Lorenzo
Milani, in collaborazione con l’Accademia Focus APS di Perugia, ha organizzato
presso il Salone di Apollo di Palazzo della Penna, una riunione delle realtà che in
Umbria fanno riferimento all’esperienza del Priore di Barbiana.
L’incontro – al quale hanno partecipato Agostino Burberi, Presidente della
Fondazione Don Lorenzo Milani, Lauro Seriacopi, Vice Presidente della Fondazione
ed Elvira Carrese, Presidente dell’Accademia Focus, ha visto la presenza
dell’Assessora Costanza Spera e dell’Assessora Francesca Tizi del Comune di
Perugia ed ha seguito l’obiettivo di avviare un confronto e mettere in rete le
diverse esperienze, al fine di promuovere nuove iniziative per lo sviluppo sociale e
civile non solo per l’Umbria, ma per il nostro Paese.
L’Accademia Focus è di fatto divenuta “referente per l’Umbria della Fondazione
Don Lorenzo Milani” e, per tale ragione, ha perseguito l’obiettivo di creare una
“rete milaniana” per operare con altre realtà sociali del nostro territorio sulla
formazione e preparazione sia dei docenti che degli allievi degli Istituti Scolastici,
con progetti che riguardano anche la lingua Italiana e la Costituzione, cardini del
pensiero di Don Lorenzo Milani.
Hanno partecipato alla giornata varie Associazioni con diversi rappresentanti che,
nel percorso della “COSTITUZIONE DELLA PRIMA RETE MILANIANA IN UMBRIA”,
hanno dato il proprio contributo con interventi diretti e la conseguente
affermazione di conseguente partecipazione, oltre la partnership della Provincia e
del Comune di Perugia, della Caritas Diocesana, dell’Acli, dell’Università per
Stranieri di Perugia, della Pro Civitate Cristiana e di vari Istituti scolastici del
territorio.
Difatti, uno degli elementi più importanti di tale rete sarà costituito proprio dagli
Istituti scolastici Umbri, per consentire di portare gli insegnanti a realizzare – nella
pratica quotidiana – interventi di educazione linguistica trasversale, nel rispetto
delle differenze individuali tra gli alunni.
Inoltre, va sottolineato che l'operatività e il pensiero di Don Lorenzo Milani non
erano guidati da orientamenti politici, religiosi, ideologici e scolastici, poiché è
stata davvero fondamentale la sua coerenza nell'affidare ogni individuo alla
completa responsabilità e libertà delle personali parole ed azioni, anche perché la
realizzazione della propria coscienza non è un elemento semplicemente individuale, ma anche collettivo.
Don Milani proponeva infatti una “scuola di tutti e per tutti”, in grado di
consolidare l’inclusione socio-culturale anche attraverso il riconoscimento di pari
dignità per culture diverse e la loro conseguente valorizzazione rispettiva.
Don Milani sosteneva l’idea che “nessun uomo è un'isola”, poiché non c’è nessun
soggetto isolato, senza gli altri e senza il mondo, proprio in ragione del principio
che ogni persona non può chiudersi in se stessa, ma deve aprirsi agli altri e al
mondo, con cura, sollecitudine, rispetto e difesa delle diversità di ciascuno.
La relazione con gli altri nel contesto socio-economico e ambientale della vita
quotidiana, entra pertanto in un sistema di fattori empatici che viene verificato
prima di tutto in ambito scolastico.
Don Milani parla perciò di una “scuola attiva e di laboratorio”, dove ciascuno
riconosce e trova valorizzazione delle personali abilità e conoscenze, dove lo studio
è ricerca e scoperta, in grado di rispondere alla naturale esigenza del sapere, dove
non vige la “la selezione del più forte e l’emarginazione del più debole”, dove vige
invece il principio “I care” delle cose interne ed esterne alla scuola e si apre ai
problemi degli altri attraverso un apprendimento di stampo “cooperative learning”
e dove ciascuno insegna ed apprende anche dagli altri.
Anche per questo, la lettura della stampa quotidiana e periodica, venne assunta
come risorsa indispensabile per l’apertura al mondo, sulla quale si può dare corpo
ad una discussione, dalla quale iniziare diversi momenti didattici che
rappresentano fondamentali elementi educativi-formativi.
A tale riguardo allora, il giornale andava utilizzato come risorsa autentica per
crescere e il giornale diventava il testo, il libro di lettura, il sussidiario nel quale
non erano presenti i simboli della scuola (la cattedra, i registri, i voti e gli stessi
testi ufficiali). Con il giornale invece si potevano sviluppare le problematiche di
storia, geografia, economia, politica, etica e di moralità: tutti percorsi
indispensabili non per superare l’esame, ma per diventare adulti, veri cittadini di
una società civile in qualsiasi ruolo.
Proprio in tale ottica dunque, è nata l’idea della “PRIMA RETE MILANIANA in
UMBRIA” sviluppata nel convegno con interventi dei molteplici partecipanti che ne
hanno condiviso focus ed obiettivi, fornendo altresì la disponibilità ad
accompagnare e sottoscrivere un laboratorio di scrittura giornalistica per la
creazione di un giornale scolastico/blog che raccolga interventi degli allievi su temi
d’attualità, che possa realizzare incontri con la Scuola di Giornalismo RAI di Perugia
ed anche un “Laboratorio docenti ed allievi” sulla scrittura delle emozioni.
Scritto da: rtnradio.it
today4 Novembre 2024 1650 2
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