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(Adnkronos) – (EMBARGO ALLE 00.30 DI DOMANI) – Dopo tante ore di studio l'esame di maturità si chiude con un voto deludente? Potrebbe non essere solo colpa di una preparazione traballante. E se qualche alunno ha pensato che la disfatta fosse nell'aria, non è lontano dal vero. Il nemico di una buona performance scolastica potrebbe essere invisibile e nascondersi proprio lì, nell'aria, complice la bella stagione. Parola di scienziati. Secondo un nuovo studio l'esposizione al polline è legata a risultati peggiori agli esami di fine scuola secondaria, con effetti particolarmente evidenti nelle materie che coinvolgono la matematica, tra cui fisica e chimica. La ricerca è pubblicata online sul 'Journal of Epidemiology & Community Health'. Gli esperti spezzano una lancia a favore di studenti che potrebbero essere solo apparentemente svogliati. E avvertono: è necessario il riconoscimento degli effetti negativi delle fluttuazioni dei livelli di polline sul rendimento scolastico e del potenziale impatto sulle prospettive future di un allievo. E' noto che la rinite allergica, causata da una reazione allergica agli irritanti nasali come polvere, peli di animali domestici, muffe e polline, può minare il benessere e compromettere la salute cardiovascolare, la qualità del sonno, la concentrazione e l'umore, spiegano i ricercatori. Questi effetti, avvertono, possono essere amplificati dall'inquinamento atmosferico e da condizioni meteo estreme, che alterano la crescita delle piante, la produzione di polline e il potenziale allergenico. Ma non è chiaro se l'esposizione al polline possa anche influenzare il rendimento scolastico. Per approfondire questo aspetto, i ricercatori hanno analizzato i dati di tutti i 92.280 studenti che hanno sostenuto l'esame di 'immatricolazione' nazionale delle scuole superiori nelle aree metropolitane di Helsinki e Turku nel sud della Finlandia tra il 2006 e il 2020. Gli esperti hanno recuperato i risultati da Statistics Finland, concentrandosi sui voti ottenuti in finlandese, storia e studi sociali, matematica, fisica e chimica per vedere se sono cambiati in relazione all'esposizione al polline durante questo periodo. Età media degli studenti che hanno sostenuto l'esame: 19 anni, ma il range variava da 16 a 77 anni. Durante il periodo d'interesse, sono stati poi monitorati i conteggi regionali giornalieri di polline di ontano (Alnus spp) e nocciolo (Corylus avellana), piante che in Finlandia fioriscono e rilasciano grani di polline intorno al periodo degli esami di immatricolazione primaverile. I livelli erano espressi come grani di polline per metro cubo d'aria e classificati come bassi (1-10), moderati (10-100) o abbondanti (100+). I dati sull'inquinamento atmosferico (Pm2.5, ozono, biossido di azoto) e sul tempo sono stati ottenuti dall'Istituto meteorologico finlandese. Il numero medio giornaliero massimo di pollini di ontano era di 521 granelli di polline per metro cubo di aria in un giorno d'esame; quello di nocciolo era di 57/metro cubo d'aria. In tutto nell'analisi sono stati inclusi 156.059 punteggi degli esami e il team ha mostrato che i punteggi sono scesi notevolmente nei giorni con livelli di polline sia bassi che alti, rispetto ai giorni in cui non c'era polline nell'aria. Un aumento ambientale medio di 10 grani di polline di ontano e nocciolo è stato associato a un calo del punteggio standardizzato dell'esame di 0,0034 e 0,0144 in media. Ciò corrisponde a una riduzione dei punti rispettivamente di 0,042 e 0,17 (su una scala di 0-66). Il calo è risultato ancora maggiore dopo aver tenuto conto della temperatura, dell'inquinamento atmosferico ambientale e delle precipitazioni durante le ore d'esame. Tendenze simili sono state osservate per entrambi i sessi, anche se un aumento di 10 granelli di polline di ontano è stato associato a un calo statisticamente significativo dei punteggi d'esame solo tra le femmine, corrispondente a una riduzione di 0,0652 punti. Non solo. L'impatto risulta essere più duro per certe discipline: ogni ulteriore aumento di 10 granelli di polline dell'ontano è stato associato a un calo statisticamente significativo dei punteggi di materie matematiche, forse perché – suggeriscono gli autori – richiedono un maggiore livello di precisione e concentrazione. D'altra parte, va precisato che l'esposizione al polline di nocciola era associata a un calo dei punteggi matematici solo tra i maschi. Questo, puntualizzano gli esperti, è uno studio osservazionale e, come tale, non è possibile trarre conclusioni definitive su causa ed effetto. I ricercatori inoltre riconoscono di non avere informazione su chi, tra gli studenti, fosse allergico al polline, ma circa 1 su 5 nelle scuole secondarie soffre di rinite allergica, rimarcano. "Per questo motivo, è probabile che il calo dei punteggi d'esame osservato sia in gran parte spiegato dai sintomi indotti dal polline tra gli studenti che erano allergici. Chi soffre di allergie potrebbe avere un calo superiore alla media", osservano. "Questo è rilevante per il futuro dello studente perché i punteggi degli esami hanno un valore di peso ragionevolmente importante quando si fa domanda per un ulteriore ciclo di istruzione, così come per il collocamento nella vita lavorativa e il reddito", aggiungono. Per gli autori è dunque utile approfondire ed "è importante essere consapevoli che l'esposizione al polline può compromettere il successo nelle situazioni di test. Per creare condizioni di prestazione più paritarie – concludono – dovremmo trovare soluzioni per ridurre l'esposizione al polline e ai suoi effetti dannosi (ad esempio, programmare esami al di fuori della stagione clou), migliorare la preparazione (ad esempio, informazioni sul polline più accurate e accessibili), o ancora iniziare i farmaci in modo tempestivo (ad esempio, aumentare la consapevolezza degli operatori sanitari e delle persone allergiche)".
—salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Scritto da: adnkronos
today4 Novembre 2024 1649 2
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