(Adnkronos) – L'amicizia con Vladimir Putin è durata quasi vent'anni ed è stata profonda e sincera. Al punto che Silvio Berlusconi ha provato a ingaggiare il capo del Cremlino per una lezione inaugurale per l'Università del pensiero liberale da lui ideata. Ma tutto è sfumato per colpa dell'intervento dell'ex ideologo azzurro, Giuliano Urbani, che contribuì a fondare Forza Italia nel '94. Correva l'aprile del 2010 e al termine di un bilaterale ufficiale tra Italia e Russia il leader forzista dichiarò pubblicamente che l'amico Vladimir sarebbe salito in cattedra, almeno per un giorno. 'Berlusconi – racconta all'Adnkronos Urbani – voleva portare Putin nella costituenda Università del pensiero liberale. Non se ne fece nulla per colpa mia. Quando mi propose di lavorare con Putin, io gli dissi: 'Ti sbagli su di lui, ricordati che Putin è un assolutista'. Silvio mi fece notare che il presidente russo aveva aderito al partito liberale ma io gli feci presente che il liberalismo russo non aveva nulla a che fare con il liberalismo inglese ed europeo. Berlusconi era molto generoso e talvolta ingenuo. Lui sapeva benissimo per quale motivo lo avevo messo in guardia ma nella sua grande ingenuità sperava di cambiare l'uomo Putin''. Anni dopo, nel 2022, il Cav provò di nuovo ad 'arruolare' lo zar di Mosca. L'Universitas Libertatis di Berlusconi voleva Putin per una lectio magistralis a Villa Gernetto. Ma la guerra in Ucraina ha rovinato tutto. Anche se fino a gennaio i docenti dell'ateneo hanno tentato di avere il presidente russo in video collegamento o addirittura di persona.
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