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Turismo: non solo finanza e fiere, Francoforte attrae sempre più come destinazione culturale

today6 Settembre 2026 1

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(Adnkronos) – E’ il cuore della finanza del Vecchio Continente, la sede della Banca centrale europea, ospita una delle più importanti Fiere del mondo e un aeroporto che è uno dei principali scali internazionali. E’ la Francoforte che tutti hanno in mente, con i suoi grattacieli che le hanno valso l’appellativo di ‘Mainhattan’, quasi a sfidare la city newyorkese ma sulle rive del fiume Meno (Main) che la attraversa. Eppure, questa che è una delle maggiori città della Germania ha molto di più da offrire anche al visitatore ‘leisure’. Oltre al suo volto ‘business’, infatti, c’è una vita culturale ricchissima, fatta di tradizioni e di heritage, di musica e festival, di musei di prim’ordine, teatri e opera. Una Francoforte che non ti aspetti e che è tutta da scoprire.  Sarà anche per questo che Francoforte, insieme alla regione circostante del Reno-Meno, è stata designata per il 2026 ‘Capitale mondiale del design’. Per tutto l’anno un ricco programma di eventi anima la città all’insegna del claim ‘Design per la democrazia. Atmosfere per una vita migliore’. Il design, infatti, nel progetto della Wdc 2026 (World Design Capital) è declinato sul fronte urbano e su come può contribuire alle sfide del nostro tempo, dall’edilizia sostenibile allo sviluppo di alloggi accessibili, dalla mobilità ecocompatibile alla conservazione ed espansione delle aree verdi, fino al grande tema dell’integrazione sociale, che in una città cosmopolita come Francoforte ha un impatto profondo. Un anno, quindi, molto importante per Francoforte, per affermarsi come destinazione culturale e non solo come tappa di un lungo viaggio o come città che si attraversa frettolosamente mentre si va in Fiera o si tengono meeting finanziari. Una meta facile da raggiungere, proprio grazie ai numerosi voli che in un paio di ore la collegano a tutta l’Europa, ideale per un city break anche per un fine settimana.  Fiore all’occhiello della Francoforte culturale è il distretto dei Musei, il Museumsufer, una concentrazione unica al mondo che vede susseguirsi sulle due sponde del fiume Meno, il Mainkai e lo Schaumainkai, una trentina di collezioni dedicate alle discipline più varie e considerato uno dei complessi culturali più grandi in Europa. Proprio nei giorni scorsi è stato il palcoscenico del Museumsuferfest, o Museum Embankment Festival per dirlo nella versione inglese. Uno degli eventi culturali più importanti della Germania che ogni anno, a fine agosto, apre le porte degli innumerevoli musei della città e offre ai visitatori tedeschi e internazionali la possibilità di scoprire questo enorme patrimonio che Francoforte custodisce, con aperture serali straordinarie. Una grande festa della cultura, arricchita da performance musicali, spettacoli e area food, che culmina con spettacolari fuochi d’artificio sul fiume Meno. Tra i più gettonati dai visitatori, sulla sponda sud, lo Städel Museum, una delle pinacoteche più importanti della Germania, con oltre tremila dipinti e 100mila fra disegni e incisioni, che illustrano 700 anni di storia dell’arte, passando anche dai capolavori di Dürer, Botticelli, Rembrandt, Monet, Degas, Picasso e Beckmann. Incredibile anche la collezione di sculture ospitata, a pochi passi, nella Liebieghaus, con pezzi dall’antichità, Egitto compreso, fino al Barocco. Sulla stessa sponda c’è poi, solo per citarne alcuni, il Museo del film, che ripercorre la storia del cinema, il Museo della comunicazione, dedicato all’evoluzione mediatica fino all’era digitale, il Museo di Architettura tedesca, recentemente rinnovato, con progetti e modellini di edilizia civile, il Museo delle arti applicate, che ospita mostre temporanee e una selezione di esemplari iconici e che quest’anno è anche l’hub per la Wdc 2026.  Spostandosi sull’altra riva del fiume, si incontrano, sempre facendo solo qualche esempio, il Museo archeologico, ospitato nei suggestivi spazi della ex chiesa dei carmelitani, il Museo storico di Francoforte, dove si passa sopra alle fondamenta della città, il Museo ebraico, che si trova all'interno dello storico Palazzo dei Rothschild e narra la storia della cultura ebraica e di come si è intrecciata con quella della famiglia destinata a diventare una delle più potenti al mondo, e completato con il vicino Museo Judengasse, dedicato alla storia moderna della comunità.  Spostandosi dalle rive del fiume, si incontra uno dei luoghi più visitati della città e più ‘cari’ al turista appassionato di cultura: la casa natale di Johann Wolfgang von Goethe, al numero 23-25 di Großer Hirschgraben. Qui il grande scrittore è nato nel 1749, ha vissuto con la sua famiglia la sua infanzia (in mostra anche il teatro di marionette con cui giocava da bambino), ha scritto le prime opere tra cui ‘I dolori del giovane Werther’, prima di trasferirsi a Weimer a 26 anni e prima del suo famoso viaggio in Italia. La casa, che dopo alterne vicende diventò museo sin dal 1863, fu bombardata durante la Seconda Guerra mondiale e fedelmente ricostruita subito dopo e inaugurata nel 1951. Oggi, adiacente alla casa natale si può visitare il Museo del Romanticismo tedesco, il primo al mondo, allestito in 35 stazioni interattive e di grande impatto.  Ancora, tra i musei più curiosi di Francoforte, ci sono pure il Museo della caricatura e quello della fotografia, il Museo dei giovani e quello di Musica elettronica. Poi, il Museo di storia naturale, tra i più grandi d’Europa. E ci sono anche i Musei che riportano all’anima finanziaria di Francoforte, come il Museo della Moneta e il Museo della Cassa di Risparmio.  Visitabili su prenotazione sono anche la sede storica della Deutsche Börse, che permette di accedere alla mostra interattiva e alla galleria da dove si vede la sala in cui avvengono le contrattazioni, e quella ‘nuova’ della Banca centrale europea, grattacielo di vetro e acciaio nella zona est, che sorge sopra la Grossmarkthalle, il vecchio mercato generale all'ingrosso della città. L’esterno che svetta volgendo lo sguardo a est si può vedere anche facendo una crociera turistica lungo il fiume Meno, scegliendo la direzione nord o quella sud o entrambe in un tour che dura dai 50 ai 100 minuti.  A ricordare invece la vecchia sede della Bce, prima del trasferimento nel 2015, in centro città è una enorme scultura blu e gialla simbolo dell’euro, tra i punti più instagrammati di Francoforte, in Willy-Brandt-Platz, di fronte all’edificio modernista che ospita la Oper Frankfurt, la ‘nuova’ Opera inaugurata nel 1963 dopo la distruzione durante la guerra dell’Opera storica, poi ricostruita com’era e dov’era e riaperta nel 1981, oggi nota come ‘Alte Oper’. Un edificio maestoso in stile neo-rinascimentale che si affaccia su una piazza teatro ogni anno a giugno di un altro dei Festival più importanti di Francoforte, dedicato proprio alla musica, l’Opernplatzfest.  E’ proprio camminando tra Willy-Brandt-Platz e la Alte Oper che si attraversa il distretto finanziario, con i grattacieli che formano quello che è diventato lo skyline di Francoforte, compresa la Main Tower, dove si può salire al 56° piano per affacciarsi dalla piattaforma panoramica, l’unica aperta al pubblico, e che tuttavia non è la più alta essendo stata superata dalla torre della Commerzbank, che attualmente con i suoi 259 metri ha il record nel Paese. Il panorama sullo skyline si può ammirare anche dai ponti sul fiume Meno: il più iconico è quello pedonale, l’Eiserne Steg, disseminato sulle campate in ferro battuto dai ‘lucchetti dell’amore’ che anche qui le coppie usano lasciare a suggello beneaugurante della loro unione. Di fronte al ponte ci si trova direttamente nel cuore del centro storico di Francoforte, quell’agglomerato di case in parte a graticcio quasi interamente ricostruite dopo la guerra, in parte edificate negli anni Cinquanta e con la loro identità (spesso decorate con mosaici sulla facciata), in parte più moderne, come quelle che gli architetti locali hanno costruito negli anni Ottanta interpretando in chiave contemporanea le antiche strutture. Un giro in questa zona, dove è così percepibile quanto si è perso del patrimonio storico-artistico a causa della distruzione portata dalla guerra, è sicuramente un ‘tuffo al cuore’ ma anche un bell’esempio di rinascita civica.  Pochissimi gli esemplari di edifici sopravvissuti ai bombardamenti. Tra questi, quasi miracolosamente, l’iconico Römer, che da oltre 600 anni è il Municipio di Francoforte, con la caratteristica facciata merlata che unisce tre edifici, visibile in molte immagini simbolo della città. Domina la Römerberg, la piazza principale dove si affacciano sul lato opposto la Chiesa di San Nicola e una fila di case a graticcio ricostruite fedelmente. E’ su questa piazza che sono nate le fiere, che qui si svolgevano sin dall’epoca medievale e che poi con il passare dei secoli si sarebbero trasferite in quello che è diventato tra i più importanti quartieri fieristici al mondo, la Messe Frankfurt, che si estende tra il quartiere finanziario e la Hauptbahnhof, la stazione centrale inaugurata nel 1888, tra le più trafficate d’Europa. All’interno del Römer si può salire nella Sala dove si tenevano i banchetti in onore degli imperatori appena incoronati nella vicina Cattedrale di San Bartolomeo, altro luogo simbolo della città storica: è a Francoforte, infatti, che furono incoronati dieci imperatori del Sacro Romano Impero. La storia civile della Germania ha a Francoforte un altro forte simbolo: la Paulskirche, costruita tra il 1789 e il 1833 in stile neoclassico, anch’essa bombardata e rifatta, per prima tra gli edifici della città, dopo la guerra, che nel 1848 fu scelta come sede del primo Parlamento tedesco e oggi, non più luogo di culto, resta un ‘tempio’ della democrazia tedesca, con una mostra interattiva e una grande sala per eventi istituzionali.  Una delle aree di maggiore impatto da visitare, in un viaggio della ‘ricostruzione’ di Francoforte, è sicuramente la Neue Altstadt, la ‘Nuova città vecchia’, il quartiere storico che collega la Römerberg con la Cattedrale di San Bartolomeo, distrutto durante la Seconda guerra mondiale e poi sostituito da un edificio ‘monstrum’ della burocrazia, che un gigantesco lavoro di rigenerazione urbana ha riportato a nuova vita e restituito alla cittadinanza. Grazie a questo progetto concluso nel 2018, infatti, il centro storico è stato interamente ricostruito, basandosi su documenti, dipinti e fotografie; così, oggi, fanno bella mostra di sé casette colorate (in tutto 35, di cui 15 esattamente fedeli alle originali), piazze e locali storici, come la pasticceria Goldene Waage (dove si può degustare la famosa Frankfurter Kranz, una torta farcita con strati di confettura di lamponi o ribes e crema al burro), e nuove attività che hanno aperto con vincoli commerciali molto stringenti.  C’è un altro quartiere storico di Francoforte, di là dal fiume: Sachsenhausen, meno colpito dai bombardamenti e tra i più autentici. Qui, infatti, si trovano le tradizionali taverne dove gustare il famoso vino di mele, l’Apfelwein, che è un prodotto tipico della città, dal 2022 riconosciuto Patrimonio immateriale dell’Umanità dall’Unesco. Questo particolare sidro è abbinato a specialità gastronomiche come i würstel nella versione francofortese, la Schnitzel, sempre in versione locale (per lo più con carne di maiale), servita con la famosa salsa verde a base di erbe aromatiche (Grüne Soße), o ancora l’Handkäse mit Musik, formaggio marinato con cipolle crude, olio, aceto e semi di cumino. Per assaporare le specialità culinarie è d’obbligo anche una visita al mercato centrale della città, il Kleinmarkthalle. Fin dalla fine del 19° secolo, nei suoi 1.500 metri quadrati coperti, ospita 156 bancarelle che vendono prodotti alimentari freschi, fiori, spezie, carne e insaccati, ma anche prelibatezze da ogni parte del mondo, a conferma dell’anima cosmopolita di Francoforte. E’ un luogo di ritrovo soprattutto il sabato, quando residenti e turisti si danno appuntamento per uno spuntino nei numerosi punti di ristoro che ospita al suo interno.  Altri luoghi di incontro autentici, simbolo della città, sono le Wasserhäusjer, piccoli chioschi di quartiere dove tradizionalmente si vende l’acqua (storicamente per limitare l’uso di alcool) e che fanno parte della vita quotidiana, tanto da avere anche una data dedicata, il 12 settembre, quando si celebra la ‘Giornata delle casette dell'acqua’. Tra i luoghi dove cercare ristoro, soprattutto nelle estati sempre più calde, ci sono i grandi parchi che ruotano attorno alla cinta cittadina; uno su tutti è il Palmengarten, da 150 anni giardino botanico con serre in vetro in stile liberty e innumerevoli piante autoctone ed esotiche.  Mercati contadini tipici si tengono anche più volte a settimana in alcune zone della città, come nella piazza del mercato di Höchst, sobborgo a una decina di chilometri che si raggiunge facilmente con il tram diretto: un quartiere rimasto autentico, che sembra uscito da una fiaba, con viuzze che si aprono tra le case a graticcio di tutti i colori e la chiesa di San Giustino, risalente al 9° secolo che domina il corso del fiume, fra le più antiche della Germania. E poi importanti dimore nobiliari, come il Palazzo Bolongaro, costruito nel Settecento da una ricca famiglia di mercanti piemontesi, o i due castelli, per lungo tempo residenza di funzionari dell’arcivescovado di Magonza: l’Altes Schloss (Castello Vecchio), costruito tra il 14° e il 16° secolo, che svetta con una torre alta bianca affacciato sulla piazza principale e ospita un museo di storia locale, e il Neues Schloss (Castello Nuovo), costruito alla fine del 16° secolo in stile rinascimentale.  In centro città, invece, un mercato contadino si tiene ogni giovedì e sabato nella piazza che sovrasta la stazione Konstablerwache, luogo di ritrovo, snodo per le linee della metro e dei treni urbani e ‘porta’ di accesso alle vie dello shopping. Da qui, infatti, si apre il rinomato Zeil, un viale su cui un tempo si affacciavano palazzi di mercanti e oggi si susseguono le insegne di brand globali. Dalla strada prende il nome il centro commerciale MyZeil, fra i più famosi della Germania, che occupa 52mila metri quadrati in una struttura avveniristica in vetro e acciaio che ruota attorno a una grande cono ricurvo che dalla facciata arriva fino al tetto, progettata dallo studio dell’archistar italiano Massimiliano Fuksas e inaugurato nel 2009; dal piano inferiore, con le insegne commerciali, si accede a quello superiore, adibito a food court, salendo con la scala mobile più lunga d’Europa. Non lontano, per un’esperienza di shopping di lusso, ci sono la Goethestraße e la Neue Rothofstraße, con le boutique di alta gamma e i marchi esclusivi. Non mancano sparsi per la città negozietti più autentici, anche se sempre più rari, come i pochi antiquari che ancora ‘resistono’ tra Berliner Straße, Braubachstraße e Fahrgasse: a metà tra mercatini delle pulci e bric-à-brac, rovistando tra migliaia di oggetti se si è fortunati si possono trovare originali souvenir, come le Bembel, antiche brocche decorate con smalto azzurro-grigio usate ancora oggi per versare il vino di mele.  Un giro per la Francoforte culturale è, quindi, l’occasione per un viaggio nella storia europea e per scoprire un volto della città meno noto ma altrettanto importante. “Siamo una città di banche e grattacieli, ma anche – afferma Luisa Rützel, Marketing Manager responsabile per l’Italia di Tourismus-und Congress GmbH Frankfurt, l’ente del turismo locale – di antiche case a graticcio e quartieri con il loro personale carattere. Credo che questo mix sia ciò che rende Francoforte speciale. E’ una città di contrasti: internazionale ma personale, moderna ma radicata nella tradizione”. E i dati indicano il crescente appeal culturale di Francoforte. “I dati mostrano che la città è sempre più importante non solo come destinazione business ma anche come destinazione leisure con un’ampia offerta culturale”, aggiunge sottolineando che “l’Italia è rimasta un mercato di provenienza molto importante per Francoforte” e che “c’è un evidente potenziale di ampliare l’immagine della città: l’identità finanziaria è una parte importante di Francoforte, ma è solo un capitolo della storia”. A confermare questo potenziale attrattivo culturale sono anche gli operatori dell’industria turistica. “Francoforte è sempre più frequentata durante gli eventi culturali, come il Museumsuferfest, che sono molto importanti per attirare visitatori. Oltre alla clientela business, abbiamo sempre di più anche una clientela leisure, soprattutto nei fine settimana. Anche nel nostro hotel cerchiamo di offrire pacchetti speciali e di promuovere eventi, soprattutto legati al food nel nostro ristorante latino-americano ‘Greta Oto’. Francoforte è una città dalle molte anime e il nostro hotel vuole rappresentarle”, spiega Holger Hanselmann, general manager del Jw Marriott Hotel Frankfurt, tra le più recenti strutture ricettive della città, finito di rinnovare a gennaio di quest’anno, integrato nel centro commerciale MyZeil. A imprimere una spinta importante è sicuramente l’anno della Capitale mondiale del design, come assicura Carolina Romahn, Managing Director di Wdc 2026: “Wdc 2026 amplia l’immagine di Francoforte e della regione Reno-Meno, che sta guadagnando riconoscimento come hub per la cultura, la creatività e il design. Ora, è cruciale portare avanti il processo che è stato avviato”. (Per informazioni sulla città si può consultate il sito di Visit Frankfurt https://www.visitfrankfurt.travel/). (di Alessia Trivelli)  
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Scritto da: adnkronos

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